Sabato, 11 Febbraio 2006 15:12

Edizione 2005: La tesi di master di Valentina Raiola

Scritto da  Gerardo


Sacro, Articolazione tra marginalità e violenza

Nel seguito, puoi leggere l’abstract della tesi della dott.ssa Raiola

In contesti qualitativamente e quantitativamente violenti, come alcuni quartieri di Napoli, si assiste ad una naturalizzazione del terrore quotidiano, che investe anche il rapporto con il sacro, chiamato in causa per giustificare e significare costrutti morali ed etici.
Il sacro si declina denunciando mancanze e aspettative, dando testimonianza di uno specifico paradigma esistenziale dove la cifra metafisica, proprio perché, paradossalmente, inno all’immanenza, è da considerarsi elemento costitutivo dello scorrere della vita.
Si assiste ad una manipolazione del soprannaturale, attraverso preghiere, atti e comportamenti, che contribuiscono alla costituzione di un sacro che si fa immagine diretta delle dinamiche sociali.
L’indagine si sviluppa a partire da un quartiere di Napoli, via Egiziaca a Forcella, particolarmente complesso per densità di storia e fittezza sociale, prendendo in esame il lasso di tempo che va da marzo 2004 all’ottobre 2005. La scelta è stata dettata da un evento grave, che, per le connotazioni che ha assunto e le dinamiche che ha innescato, ha condizionato fortemente il quartiere e ha fatto diventare la parrocchia di S. Giorgio Maggiore una fortezza del quartiere napoletano di Forcella.
Il 27 marzo del 2004 Annalisa Durante veniva qui uccisa, davanti al portone della sua casa, all’età di 14 anni per un agguato ascritto ad esponenti della camorra
La morte di Annalisa Durante, non per la sua eccezionalità, ma, piuttosto, credo per una serie di circostanze casuali, è servita da spartiacque a Forcella, attirando l’attenzione delle istituzione, della stampa straniera, su fatti e avvenimenti che, quasi sempre, hanno avuto come centro di irradiazione la parrocchia di S.Giorgio Maggiore diventata scenario di rivendicazione identitaria e sociale; no nel senso che facilmente si può immaginare di redenzione, di emancipazione, ma, per esperire un linguaggio dell’esistenza estremo e radicale, in cui il sacro, come orizzonte di significati, serve per rivendicare paradigmi percettivi e per puntualizzare rotture sociali e culturali. Per sottolineare le differenze e un’appartenenza, che non trova identificazione con la delinquenza e la malavita così come non trova similarità con lo Stato, estraneo e nemico, e con la Chiesa-Istituzione, che da i tempi delle grandi dominazioni, prima fra tutte quella vicereale, ha vessato e umiliato il popolo, stando sempre dalla parte del più forte e denigrando la religione delle masse così come era sentita ed espressa.


Abstract della tesi di master in Esperto di informazione religiosa nel pluralismo contemporaneo
Università degli Studi di Siena, anno accademico 2004-2005.
Relatore: prof. Arnaldo Nesti
Candidata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>Valentina Raiola
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