Giovedì, 03 Dicembre 2015 01:05

Festa della Toscana 2015. Comunicato finale

Scritto da  Gerardo

Nell’ambito della Festa della Toscana, edizione 2015, con la compartecipazione del Consiglio regionale della Toscana, il CISRECO ha proposto un seminario di studi sul tema La riforma religiosa e Pietro Leopoldo.
Nel seguito il comunicato stampa finale e alcune istantanee dell’evento.




Comunicato stampa

Non sembri peregrino partire da Modena (dal FestivalFilosofia 2015) per parlare di San Gimignano e del seminario che vi si è svolto il 30 novembre 2015 nell’ambito della Festa della Toscana. Seminario organizzato da Centro Internazionale di Studi sul Religioso Contemporaneo/CISRECO con la compartecipazione del Consiglio regionale della Toscana. In quel FestivalFilosofia si discettava sul tema dell’ereditare. Nel seminario di San Gimignano si è parlato di Pietro Leopoldo riformatore e in particolare “riformatore religioso”. E cosa è quella leopoldina se non una “pesante” eredità lasciata ai toscani e non solo? Infatti cosa non è l’empito, lo slancio riformistico leopoldino se non il tentativo di un approdo al lunghissimo cammino intrapreso secoli(!) prima per l’uscita definitiva dal Medioevo? Esemplari per chiarezza e acribia didattica in questo senso le relazioni di Arnaldo Nesti, Gaetano Greco e Pietro Domenico Giovannoni. Relazioni che hanno permesso ai presenti di seguire passo passo questo tortuoso quanto contraddittorio cammino e il suo punto di arrivo. Il codice leopoldino che riguardò tutti gli aspetti della vita civile, sociale, economica e religiosa dei toscani e di cui il Codice Criminale promulgato il 30 novembre 1786 (è in questo Codice che si abolisce la pena di morte in Toscana e che, molto opportunamente la Festa della Toscana ricorda) finì in un binario morto (soprattutto il tentativo riformistico in campo religioso). Ci penseranno in seguito la rivoluzione francese e l’uragano napoleonico a riproporre e imporre le riforme economiche, sociali, politiche e religiose facendo entrare l’Occidente nella modernità.

Se questo è lo sfondo storico da cui il seminario ha preso le mosse, l’oggetto specifico ne era, appunto, la riforma religiosa e in particolare il suo principale attore: il vescovo Scipione de’ Ricci.

Bisogna ricordare che il tentativo leopoldino di rinnovamento e modernizzazione della società toscana nasceva anche dalle forti venature giansenistiche del pensiero del futuro imperatore. Teologi come Pietro Tamburini e vescovi come Scipione de’ Ricci (figura cardine del tentativo riformistico), imbevuti di religiosità giansenistica, furono appunto gli attori di in tentativo di Riforma Religiosa, il cui regista era Pietro Leopoldo. Tanto è vero che una volta che SAR si trasferì a Vienna, tutto precipitò. Il seminario vuole scandagliare sia il momento di ascensione della riforma (sinodo di Pistoia), sia la caduta fragorosa dei suoi attori.

I relatori sopra ricordati si sono soffermati sui motivi profondi di ascesa e caduta del vescovo Ricci mentre Claudio Gori, Tebro Sottili, Renato Risaliti e Raffaello Razzi hanno puntualmente analizzato le ricadute positive (ma anche rovinose per certi aspetti) su Pistoia innanzitutto ove si svolse in maniera più intensa tale attività e San Gimignano (a mo’ di esempio e non solo per dovere di ospitalità).

Rimandiamo alla lettura degli atti del seminario, che saranno pubblicati in tempi molto brevi, per avere un quadro esaustivo di questo animato e entusiasmante seminario che ha parlato della storia passata ma che ha sollecitato profondi interrogativi sul tempo presente. La eredità o mancata eredità del tentativo riformistico di Pietro Leopoldo, forse, pesa ancora sulla nostra società.

Il lavoro storico dovrebbe aiutarci a capire non solo cosa è successo allora, ma cosa ci succede oggi e ci interroga su dove stiamo andando.

Che furono anche le conclusioni più convincenti del modenese FestivalFilosofia 2015, da cui eravamo partiti.

Giuseppe Picone
San Gimignano, 1° dicembre 2015

Qui di seguito:
- Foto di un momento del seminario di San Gimignano
- Foto dell’altare della cappella funeraria di Scipione dei Ricci a Rignana con il mazzo di fiori apposto dalla delegazione del CISRECO il 30 novembre 2015







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